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Patronato SS. Redentore

Località: Este

Nel 1898 l’atestino Don Angelo Pelà offrì in uso un terreno di proprietà sua e dei fratelli che fu adattato a campo di gioco e l’anno dopo, fatta la divisione dei beni patrimoniali di famiglia, mise a disposizione undici campi prospicienti l’attuale viale Fiume per costruire il patronato, che nacque con il consenso comune dei parroci di Santa Tecla e delle Grazie, i quali collaborarono nella costituzione di una commissione ad hoc. Il 15 ottobre 1899 con la storica offerta di 36 lire il San Prosdocimo dette il via alla costruzione della struttura di cui don Pelà aveva già fatto redigere il progetto, dopo aver visitato l’oratorio torinese di Valdocco, il patronato degli Stimmatini di Verona, diretto da padre Luigi Fantozzi, e quello dei Giuseppini di Venezia, guidato da padre Giovanni Bertanza. Sorse così il patronato Santissimo Redentore, nome scelto a celebrazione dell’anno giubilare del 1900, inaugurato ufficialmente dal Callegari il 29 luglio. Consisteva in una chiesa, un ampio porticato e una casa rustica annessa alla proprietà dove risiedeva don Angelo, presto insieme al fratello don Andrea, e dove subito iniziarono tre corsi di doposcuola per studenti fuori Este: elementari, ginnasiali e tecniche (più tardi vi insegnò anche Guido Negri). Nel 1902 entrò in funzione una piccola biblioteca e già esistevano un giornalino ciclostilato, realizzato d’estate dai ragazzi, una banda musicale, una società sportiva ginnica, ciclistica e di “palla vibrata”, una scuola di canto corale, una filodrammatica. Il giovedì don Angelo teneva scuola di religione per bambini, studenti e operai. Nel 1903 venne aperto un ritrovo serale per giovani.

Nel 1905 i parroci di Duomo e Grazie acquistarono da don Angelo il patronato, che rischiava d’essere messo all’asta per saldare i debiti del fratello Benedetto (nel 1911 la proprietà tornerà ai fratelli Angelo e Andrea per timore del sequestro dei beni ecclesiastici di cui si discuteva in parlamento), e il 25 luglio 1909 iniziarono i lavori per i nuovi locali, ultimati due anni dopo: fabbricato centrale a tre piani con direzione, scuola e abitazione dei sacerdoti; ala destra con porticato e aule per doposcuola, scuola di canto, biblioteca, riunioni; fabbricato di collegamento al portico con servizi. Nel 1916 i locali del patronato vennero requisiti come ospedale militare e le attività tornarono alla Madonnetta. Il nuovo arciprete, mons. Antonio Dalla Valle, fece capire al fondatore del Redentore che non sarebbe stato più riaperto. Gli ultimi tempi per don Pelà furono di grande solitudine, mentre si aggravava la malattia che lo porterà alla morte il 17 febbraio 1918.

Fonte: http://www.redentore-este.it

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