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Villa Contarini Giovanelli-Venier

Località: Vo

Villa Contarini Giovanelli Venier, nel cuore di Vo’ ai piedi dei Colli Euganei, rappresenta uno dei più complessi esempi di villa veneta tra architettura, urbanistica e memoria storica. Il nucleo originario, sviluppato tra XVI e XVII secolo dai Contarini, si configura come un “altiero palazzo” a forte sviluppo verticale, con pianta quadrata tripartita, saloni centrali sovrapposti e una rigorosa gerarchia dei piani. La facciata sud è scandita dalla sovrapposizione degli ordini classici (tuscanico, ionico e corinzio), mentre la scenografica scala esterna e le decorazioni scultoree ne accentuano il carattere monumentale.

Nel Seicento il complesso si amplia con oratorio, osteria e piazza mercatale, dando origine a un vero centro urbano con porto fluviale e attività commerciali. Tra il 1624 e il 1642 vengono aggiunte le barchesse con andamento divergente, organizzate attorno a un giardino all’italiana e destinate a funzioni agricole e produttive. Nello stesso periodo viene edificato anche l’oratorio di San Lorenzo, poi evoluto nell’attuale cappella di Sant’Anna e nella chiesa di San Lorenzo, definita “magnifice constructum” dal vescovo Gregorio Barbarigo nel 1670.

Nel XIX secolo la villa viene profondamente rimaneggiata da Maria Giovanelli Venier, che introduce la scala “a bovolo” progettata da Meduna e trasforma gli interni in elegante dimora di villeggiatura con decorazioni neobarocche e neorococò. Nel Novecento il complesso attraversa fasi cruciali: nel 1927 passa a Gino Bonazzi e poi al pittore Mario Pozzati, padre di Concetto Pozzati, figura centrale dell’arte contemporanea. Successivamente diventa proprietà di Sirio Landini e, nel 1943, viene utilizzata come rifugio per sfollati dalle Suore Elisabettine.

Durante la Seconda guerra mondiale la villa è requisita dalla Repubblica di Salò e trasformata in campo di concentramento per ebrei delle province di Padova e Rovigo: tra il 1943 e il 1944 vi furono internate fino a settanta persone, deportate poi ad Auschwitz-Birkenau. Solo tre sopravviveranno. Nel 2001 viene collocata una lapide commemorativa con i nomi delle vittime.

Nel dopoguerra il complesso passa al Comune di Vo’, che ne destina gli spazi a usi pubblici e scolastici. Un importante restauro concluso nel 2012 ha restituito la villa alla fruizione culturale: il piano nobile ospita il Museo del Paesaggio, il secondo piano mostre temporanee, mentre il piano terra è oggi Luogo della Memoria della Shoah, dedicato alla riflessione storica e civile.

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Credits

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www.kumbe.it

Foto:

  • Foto Gabrio: Padova Convention & Visitors Bureau _Foto Gabrio Tomelleri
  • Consorzio DMO: Padova Convention & Visitors Bureau
  • Padova Meraviglia: NOME del FOTOGRAFO (c’è nella foto) servizio Padova Meraviglia
  • Pixabay, Pexels, Unsplash

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