Villa Beatrice d’Este prende il nome da Beatrice, esponente della casata degli Estensi, figlia di Azzo VI. Sul Monte Gemola esisteva un antico cenobio di eremiti, che la Beata trasformò in monastero dopo il suo trasferimento da Salarola. Qui Beatrice visse, dal 1221 al 1226, in vita religiosa fino alla morte e la sua fama di santità si diffuse rapidamente generando donazioni e devozione. Nel XVI secolo le monache furono trasferite a Padova e le spoglie della Beata vennero spostate nella chiesa di Santa Sofia. Dopo una fase di abbandono, il complesso passò a privati veneziani nel 1657 e fu trasformato in villa, conservando però tracce dell’antico monastero. Tra XIX e XX secolo l’area subì modifiche, ma i restauri degli anni ’70-’80 hanno recuperato e valorizzato la struttura originaria.
Dal 1° maggio 2026 Villa Beatrice d'Este ha riaperto al pubblico con MUSeuM, il nuovo Museo degli Euganei, un progetto che intreccia memoria, paesaggio e innovazione per offrire una lettura contemporanea del territorio.
Affacciata dalla cima del Monte Gemola, la villa restaurata diventa uno spazio immersivo in cui tecnologie interattive e contenuti multimediali accompagnano il visitatore alla scoperta della figura della beata Beatrice I d'Este e dell'identità dei Colli Euganei, Riserva della Biosfera Mab Unesco. La storia dialoga con il paesaggio, il patrimonio artistico incontra la cultura materiale, mentre tradizioni, natura ed eccellenze enogastronomiche trovano una narrazione unitaria e accessibile.
Più che un museo, MUSeuM si propone come un centro di interpretazione del territorio, pensato per coinvolgere pubblici diversi e promuovere gli Euganei in una dimensione nazionale e internazionale. L'apertura ha inaugurato anche le celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di Beatrice d'Este, restituendo nuova vita a un luogo simbolico dove il passato non viene semplicemente conservato, ma reinterpretato attraverso i linguaggi del presente.