Nel cuore del Duomo di Este, dietro l’altare maggiore, si conserva uno dei capolavori assoluti del Settecento italiano: la pala “Santa Tecla che prega l’Eterno Padre” di Giambattista Tiepolo, realizzata tra il 1758 e il 1759. L’opera, commissionata dalla Magnifica Comunità di Este, nasce come invito alla preghiera e alla speranza per una città segnata dalla memoria della peste del 1630-31.
Tiepolo costruisce una scena di grande impatto emotivo e luminoso: Santa Tecla, patrona della città, è raffigurata in atto di supplica mentre intercede presso Dio Padre per la salvezza degli estensi. Nella parte superiore, la figura divina emerge tra nubi e angeli, in una composizione dominata da colori brillanti e da un forte dinamismo.
Sul fondo, il pittore inserisce una suggestiva veduta di Este con i suoi principali monumenti – il Duomo, il Castello Carrarese, la Porta Vecchia e il Palazzo del Principe – trasformando la pala in una sorta di “ritratto” storico della città. Accanto alla santa compaiono figure umane segnate dal dolore, che rendono la scena profondamente partecipata e drammatica.
Dipinta su un particolare telaio curvo per adattarsi all’abside, l’opera è stata più volte restaurata; l’intervento più recente ha restituito la brillantezza originale dei colori e la forza narrativa del maestro veneziano.
Oggi la pala del Tiepolo è uno dei massimi tesori artistici di Este, testimonianza straordinaria di fede, storia e identità cittadina.