Il Museo Civico dei Villaggi Scomparsi di Villa Estense, ospitato al primo piano di Palazzo Valentinelli, racconta la storia dei centri altomedievali della Bassa Padovana ormai scomparsi. Il museo comprende un ampio salone espositivo diviso in quattro aree tematiche, una sala conferenze e una sala studio con archivio storico. La prima area introduce il territorio dal periodo tardo romano all’alto Medioevo, quando insediamenti silvo-pastorali e abbandono delle vie d’acqua segnarono un’involuzione demografica e ambientale, fino alla rinascita tra X e XI secolo, con la nascita dei primi villaggi di capanne addossate alle chiese.
Sono illustrati villaggi come Ancarano e Finale (Villa Estense), Vescoana (Granze) e il Castelaro (Merlara). Vetrine e plastici ricostruiscono gli insediamenti, mentre mappe e rilievi evidenziano laghi, corsi d’acqua, vie di comunicazione e centuriazioni romane. Sono esposti reperti dall’età paleoveneta al Medioevo: ceramiche a impasto grezzo e pettinato, mortai, frammenti di corna di cervo, fibule in bronzo, boccaletti e campanacci per ovini.
Il museo documenta anche l’evoluzione dei villaggi: l’abitato di Ancarano, citato nel 1077 da Enrico IV, devastato dalle alluvioni del ‘400, e Vescoana, con tracce di ceramica maiolicata del XIV-XV secolo. Il Sasso Castelaro testimonia insediamenti fortificati tardo-romani e medievali. L’ultima area espone ceramiche graffite e porcellane rinascimentali, illustrate con tecniche decorative di ramina e ferraccia. Il Museo, nato dal Gruppo Bassa Padovana, offre un percorso didattico e multimediale che racconta la storia, l’archeologia e la vita quotidiana di villaggi ormai scomparsi.